Tag: ddl alfano Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • francescaferrara 22:52 il 7 July 2009 Permalink | Rispondi
    Etichette: 14 Luglio 2009, ddl alfano, sciopero dei bloggerddl1415   

    Più forza alla comunicazione. No! ai bavagli 

    di francesca ferrara

    “Più forza alla comunicazione. No! ai bavagli” titolo così questo post-editoriale, decisamente lungo ma necessario vista la complessità dell’argomento trattato.

    Son giorni di trepidante attesa questi. Giorni in cui la Blogosfera si interroga sul suo futuro. Ore di intensa ricerca ed organizzazione on line per reagire ad un ‘qualcosa’ che viene letto tra le righe ma non viene detto apertamente. E allora, che fare? Non resta che protestare! In che modo? Con quali codici? Con quale tipologia di comunicazione?

    Ebbene, lo strumento più diffuso è quello dello Sciopero. Certo, una cosa è scioperare per la Cassa Integrazione ma è altrettanto importante e basilare REAGIRE dinanzi a qualsiasi forma di minaccia latente che si intraveda tra le righe di un emendamento, di un regolamento, di una policy, di una Legge dello Stato.

    Che lo sciopero possa essere lo strumento più giusto, non ne sono certa, anzi lo sconsiglierei attentamente e vivamente e non per lo sfizio di essere anticonformista ma bensì perchè da Cittadina Libera, da Giornalista, da Blogger e da Comunicatrice sono per il dialogo tra le parti in causa e non per azioni che possano generare attriti inutili.

    Faccio la premessa che in Italia la Comunicazione è PESSIMA. E questa inefficienza si riversa in qualsiasi campo: dal pubblico al privato, dal macrosettoriale al microsettoriale e sempre più spesso e volentieri, quasi come se fosse una disgrazia e un maleficio fatto da chissà quale strega cattiva, tra Stato e Cittadini.

    Detto ciò, cercherò di fare il punto della situazione nella maniera più chiara possibile.

    L’allarme scatta in maniera eclatante con la notizia che “Il governo pone alla Camera la questione di fiducia sul ddl in materia di intercettazioni”.

    Ma in cosa tale provvedimento ferisce o ferirebbe la rete e interferirebbe con la libertà di stampa?

    Il punto incriminato è il seguente:

    «Per i siti informatici le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono» (comma 28, lettera a dell’articolo 1)

    Dove vertono le obiezioni? In primis, va detto che la dicitura: “Siti informatici” è troppo generalista perchè abbraccia tutto l’esistente, o quasi tutto il creato che vive e alberga in rete. E questa generalizzazione è già il primo errore di un legislatore non proprio attentissimo alle sfumature che invece, vengono colte, analizzate ed elaborate dal più attento e vivace popolo della rete che letto ciò dice:“Alt! Cosa stai cercando di dirmi? Ma ti rendi conto che ci sono delle incongruenze basilari? E così come dici Tu non si può mica fare…stravolgere la natura delle cose, poi, specialmente quelle che nascono spontaneamente”

    Per una migliore comprensione, a proporci un esempio pratico è Luca Alagna a.k.a. Ezekiel che intitola il suo post “Gli effetti collaterali della rettifica on line” in cui mi preme sottolineare questo passaggio:

    Ma allora come ci si difende dalla diffamazione e dalle falsità su internet?
    I soggetti deboli (per es. i privati cittadini) sono già tutelati dalla legge sulla diffamazione, che viene usata con successo anche su Internet.
    Ai soggetti forti (es. i grandi marchi, personaggi pubblici) non consiglio di avvalersi della legge (se non in casi estremi), è un atteggiamento visto come prepotente e in molti casi realmente controproducente; la cosa migliore è scendere nell’arena della Grande Conversazione e dialogare

    direttamente con i propri clienti o fan, in un ambiente così grande se si parla con onestà alla fine le ragioni vengono sempre a galla (e si ritorcono contro i diffamatori).

    Questo l’input.

    L’output che è ancora tutto work in progress? La gente che AMA INTERNET così come è attualmente, senza violentarla nella sua natura proclama una giornata di protesta contro il DDL ALFANO e l’emendamento ammazza-internet. La data scelta è martedì 14 Luglio. In cosa consisterebbe la protesta? Nell’astenersi dall’aggiornare i blog e i siti quel giorno. Una specie di oscuramento on line in bianco che si può sintetizzare con la frase “il silenzio fa rumore” usata dal collega Gilioli de l’Espresso per titolare un suo post in cui fa il punto della situazione indicando alcune delle testate che stanno registrando il malumore e l’insofferenza degli abitanti della Rete.

    Mossi da tanta preoccupazione ad opera dello stesso Alessandro Gilioli, Guido Scorza ed Enzo Di Frenna un angolo dove raccogliere questo appello: “Dillo alla Rete”. Chi volesse esprimere il suo punto di vista ed aderire può, oltre che scrivere a a dirittoallarete@gmail.com , pubblicare il banner sul proprio sito (foto qui) o postando testi sulla pagina dell’iniziativa e sottoscrivere la petizione che Ernesto Belisario ha creato su Firmiamo.it.

    Facendo una piccola analisi dei punti di forza e di debolezza della questione mi sento di dire che:

    • un tempo, quando alla fine degli anni’90 approdarono in Italia le prime piattaforme di blogging (Clarence e Splinder – giusto per citarne due) l’entusiasmo della novità, la curiosità di capire e maneggiare con abilità lo strumento spingeva l’utente a scrivere ogni giorno un post. Oggi, a distanza di poco più di un decennio non è così, non più così o almeno non lo è per tutti. La tempistica del post è cambiata: si aggiorna il blog a) quando si ha tempo; b) quando si ha qualcosa da dire; c) oltre al blog si dedica tempo ai social networks; d) la vità è più frenetica degli anni passati e in maniera contrastante benche le tecnologie ci permettano to be always on tende a mancare il tempo per scrivere costantemente. Negli U.S.A. dove il pensiero della Rete e di chi fa Web è considerato ed influenza realmente la Politica una protesta, applicata con lo strumento dello sciopero, per manifestare il proprio dissenso, avrebbe i suoi effetti positivi perchè si tratterebbe di una paralisi o semi-paralisi dell’Opinione Pubblica. In Italia, terra di democrazia alternata dagli umori altalenanti dei colori politici che la governano a tempi alterni, lo sciopero – nobile strumento di protesta della classe operaia – passerebbe inosservato e questo perchè il popolo della rete parla una lingua ‘straniera’, ‘marziana’, da ‘extra-terrestre’ rispetto alla lingua dei nostri governanti. Non c’è comunicazione. E quando c’è, i codici sono diversi e ciò provoca continue stonature e dissonanze.
    • Il Governo, tendenzialmente, fa quello che deve fare, secondo il proprio punto di vista, pensando che così si faccia il bene dei cittadini, un pò come quando il genitore proibisce qualcosa al proprio figlio perchè ritiene di sapere sempre cosa sia meglio o meno per il proprio pargolo. E’ difficile il caso che si manifesti un atto di ‘umiltà’ – che si traduca in ascolto reale e concreto – da parte del genitore:governo=figlio:cittadino. Concezione militare e gerarchica-verticistica vs concezione orizzontale ed esperienza di campo proveniente dal basso, dal fare più che dal dire.
    • Non tutti i siti informatici sono per loro natura delle testate giornalistiche on line, lo debbano essere o si debbano convertire ad esserlo perchè lo Stato Italiano ancora deve comprendere a pieno il concept del WWW e del WEB2.0

    Quali punti di forza?

    • L’annunciato Silenzio blogosferico fa Rumore oggi. Prima della data in cui esso si manifesterà. In comunicazione si parlerebbe di un teaser ben riuscito (anche se non erano queste le intenzioni primarie).
    • La forza della rete sta nell’essere così come è: libera con la sua netiquette
    • L’agitazione può e deve essere il ‘là’ per sfruttare questo momento come l’occasione per aprire un tavolo serio tra il popolo della rete – che non è privo di etica e coscienza riguardo alle tematiche del diritto all’informazione ma semmai è stanco di essere considerato autoreferenziale e disfattista – e il Governo. Non è molto lontano il tempo in cui altro disegno di legge minacciava la serenità di Internet e il suo naturale sviluppo. Molti ricorderanno altra mobilitazione e petizione on line per il disegno di Legge Levi-Prodi (o DdL Levi, DdL Levi-Prodi, o giornalisticamente detto anche DdL ammazzablog o DdL antiweb), una proposta di legge per la riforma dell’editoria italiana. E’ come se si trattasse di un ritornello di una canzoncina a mo’ di filastrocca: Internet o non Internet? Web o non Web, questo è il dilemma….and this is the problem, o quello che qualcuno vuole che lo sia e che lo diventi.

    La proposta

    1. Il legislatore di qualsiasi attuale e futura legislatura impari a non essere arbitrario, vago e impreciso nell’uso dei termini quando stila il testo di una qualsiasi proposta di regolamento, emendamento, legge.
    2. In materia di Internet e Diritto all’Informazione e di Web2.o il legislatore va affiancato da esperti illuminati (e per esperti intendo non i baroni della burocrazia ma gli esperti e gli studiosi del campo) o meglio non azzardarsi a metter mani su qualcosa di cui non si ha piena coscienza.
    3. Da tutto questo dire e fare si colga l’opportunità di aprire un tavolo di discussione fisico e di dialogo tra il Governo e i migliori esperti/innovatori/protagonisti della Rete e cioè coloro i quali la fanno, l’abitano veramente e ne costituiscono l’anima e anche il core-business. Non si tratta di una guerra di bande, quella la si fa a tempo perso su Facebook. Se poi, si vuole trasformare il tutto in un’animata, colorata e variegata guerriglia ci sarebbero solo perdenti: i governanti da un lato, perchè non ascoltare quanto abbia da dire il popolo della Rete (quelli dei blog, dei social network, quelli che fanno un’informazione corretta pur non essendo delle testate giornalistiche) significherebbe non ascoltare la volontà degli stessi cittadini che hanno permesso la loro elezione. Si tratta dello stesso popolo di cui una parte è geek, terribilmente geek, tecnologica, avanzata e proiettata verso un uso etico della rete e degli strumenti che essa mette a disposizione benchè qualcuno, di tanto in tanto, si alzi e spari a zero che non sia così, con qualche parolina non proprio cortese e carina e semmai ‘forzata’ dallo status di cui si gode (ammesso e non concesso che di questi tempi ve ne siano di status veramente validi che si possano permettere e meritare i privilegi di cui godono). In Rete, esiste di tutto e di più. E’ ovvio che occorra per potersi ben orientare una certa capacità di scrematura dei contenuti ed abilità ad incrociarne le fonti per appurarne la veridicità. Non è un qualcosa praticato o saputo praticare da tutti. Un minimo di abilità e di destrezza aiuta e in fondo non si tratta altro che di una naturale selezione darwiniania della specie dei materiali circolanti in rete.

    Questa la mia S.W.O.T. Analysis.

    Utopia? Forse. Ma si tratta del mio pensiero e in quanto tale ha il suo valore visto che appartiene ad uno dei tanti cittadini digitali esistenti in Italia. Inoltre, tentare di proporre le proprie idee e potenziali approcci risolutivi ancora non costituisce reato e dovrebbe essere azione tutelata costituzionalmente.

    Ancora una volta, cambiano i personaggi ma la storia si ripete, magari con qualche variazione sul tema ma la sintesi è sempre quella: si ha paura di ciò che non si conosce e non si può dominare.

    Sono dell’idea che è evidente che qualcosa non vada nel sistema italiano a partire dal concepimento delle leggi fino alla loro attuazione, applicazione e rispetto verso di esse e vada colta l’occasione di iniziare ad instaurare exnovo un rapporto di scambio e di dialogo con il Governo. L’informazione non è poi così libera come la si vuol far credere e la comunicazione, spesso e volentieri fa cilecca. Troppi conflitti e in ballo troppi interessi, il più delle volte. Tutto ciò è grave perchè fa cultura e rispecchia l’approccio culturale alle tematiche di settore. Un approccio inficiato, a mio avviso, anche da punte di sfiducia radicate nel tempo, perchè pur cambiando colori e bandiere questo Web2.0 e la sua dinamica intrinseca sembra rimanere eterna incompresa. Forse, occorrerebbe rieducare all’educazione delle parti, in un amorevole e reciproco abbraccio d’ascolto.

    Chi imbavaglia o minimamente vi pensa a farlo prima o poi verrà ricambiato con la stessa moneta (succede sempre così nelle dimensioni spazio-temporali). Si tratterebbe di una mossa poco astuta. E se il popolo della Rete è preoccupato e reagisce e si organizza – anche se magari il qualcuno sostiene che non ve ne sia motivo – significa che il messaggio lanciato dal Governo non è chiaro ed è soggetto a fraintendimenti. Dunque, urge immediata rettifica e delucidazione in merito.

    Per un popolo di Elettori 2.0 occorre una Governance 2.0 e quindi una altrettanta Politica2.0 e non solo casi isolati di politici o ex politici che hanno saputo usare il blog e capirne la validità sociale.

    Simbolica anche la scelta del 14 Luglio 2009 data che son sicura troverà il suo spazio su Wikipedia e che avrà il suo momento di celebrità così come lo ebbe, e lo continua ad avere, per motivazioni ad ampio spettro similari nei principi base, in senso lato, il 14 Luglio 1789.

    P.s.: L’AGGREGATORE delle conversazioni liquide su Sciopero Blogger, contro DDL Alfano, obbligo di rettifica per “siti informatici”, SILENZIO vs RUMORE in rete ecc. è qui.

     
  • catepol 13:15 il 6 July 2009 Permalink | Rispondi
    Etichette: bavaglio, blogger, ddl alfano,   

    Come potete leggere da questa conversazione Friendfeed scaturita dalla mia segnalazione di questo post: “Trovo demenziale lo sciopero dei blog prescritto da Gilioli” c’è da farsi sentire, in quanto blogger, con modalità diverse, ma con voce comune, il 14 luglio.

    C’è da leggere. Mettiti comodo.

    Perchè? Tutto parte dal post di Gilioli che propone uno sciopero dei blogger il 14 luglio. Proposta che ha avutotante adesioni ma anche tante discussioni a corollario.

    Un’altra conversazione su Friendfeed in merito sciopero dei blogger si, sciopero dei blogger no la puoi leggere qui: http://friendfeed.com/akille/ad49d419/14-luglio

    Diciamo che, per sintetizzare, emerge la volontà di FARSI SENTIRE (anche Dario ne ha scritto), nel senso che in internet il SILENZIO non FUNZIONA. Perchè passerebbe inosservato ai più. Altro post da leggere in merito, quello di Sergio, quello di Guido Scorza.

    Su cosa si protesta?

    L’obiettivo di giornalisti prima, dei blogger poi, è eliminare l’obbligo di rettifica (firma qui la petizione:http://www.firmiamo.it/norettifica del “DDL intercettazioni”: una norma che prevede l’estensione dell’obbligo di rettifica previsto per l’editoria a tutti i “siti informatici”.

    Ricordate il post “NO AL BAVAGLIO?

    Capirete bene che la dicitura “siti informatici” detta così, generica, riguarda tutti quelli che in Internet hanno uno spazio su cui scrivere le proprie cose.

    Il dibattito è in pratica sulla prossima approvazione del decreto Alfano, fondamentalmente finalizzato a regolamentare l’utilizzo delle intercettazioni, che introdurra’ disposizioni restrittive anche sull’utilizzo di internet.

    Il decreto equipara ogni generico “sito informatico” ad un organo ufficiale di informazione (gia’ sottoposto allaLegge sulla Stampa), e lo assoggetta all’obbligo di rettifica: in pratica qualunque navigatore di internet, che abbia pubblicato nel suo pieno diritto democratico il proprio pensiero, discutibile fin che si vuole (purche’ non oltraggioso di quanto il senso comune e la pubblica decenza non difenda gia’ di per se’), potrebbe vedersi “obbligato a rettifica”, pena sanzioni che si converrebbero solo ad organi di informazione debitamente registrati, ed in casi straordinari.

    Il passaggio e’ nel comma 28, lettera a), dell’articolo 1 del P.D.L. 9/01415-A/005, qui riportato:

    “Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono»;”

    Qui si sono cominciate a raccogliere proposte, dalla discussione Friendfeed di ieri, Gigi ha lanciato una proposta ATTIVA:
    il 14 luglio ogni blogger non starà zitto ma proverà a SCRIVERE almeno 10 POST!

    E’ stato aperto questo BLOG ad HOC: https://14luglio2009.wordpress.com/ e creato anche l’evnto suBLOGEVENTI. L’obiettivo è FARE RUMORE non SILENZIO.

    Qui trovate un elenco di tutti quelli che ne stanno parlando in rete:https://14luglio2009.wordpress.com/2009/07/05/decreto-alfano-un-emendamento-minaccia-la-liberta-di-parola-in-internet/ (o qui da Gino)

    Questo post è solo un riassunto per capire, farvi capire, coinvolgervi. s emanca qualche passaggio, segnalatemelo nei commenti. Seguiranno aggiornamenti sulle varie proposte che emergono man mano. Intanto passate parola e MOBILITIAMOCI.

     
    • fiordisale 14:33 il 6 luglio 2009 Permalink | Rispondi

      dici “Tutto parte dal post di Gilioli che propone uno sciopero dei blogger il 14 luglio. Proposta che ha avuto tante adesioni ma anche tante discussioni a corollario.”

      Ecco partendo proprio da questa affermazione, che bisogno c’era di creare sentieri diversi di discussione, se non perché questa di fatto non avvenga o sia distorta e frammentata? La sensazione che ne ricavo è che il virus dell’iper protagonismo non ha colpito solo i politici,
      Frammentarsi non ha mai portato benne a nessun altro che al potente di turno, basta guardare la storia politico-sindacale di questo paese.
      Sono decisamente perplessa e forse un pochino pure delusa, quello che si continua a spacciare per nuovo popolo della sinistra è così drammaticamente rassomigliante al vecchio che poi ci credo che uno si butta a destra.

      • catepol 15:56 il 6 luglio 2009 Permalink | Rispondi

        @fiordisale il mio è un post riassuntivo (e forse nemmeno complesso) delle varie conversazioni che stanno avvenendo in giro. Non centra nulla, per quanto mi riguarda, nè la sinistra nè il protagonismo. tantè che nella discussione Friendfeed di ieri, lanciata da me con la segnalazione di un post in cui si spiegavano le ragioni del perchè la proposta di Gilioli non andava bene, io ho partecipato poco, perchè non ero online. I blog e le conversazioni in rete sono libere di dipanarsi dove più aggrada tutti. IMHO.

        • fiordisale 17:34 il 6 luglio 2009 Permalink

          ma difatti io non entro nemmeno nel merito della questione, chiedo solo perché, quando già c’era una discussione in atto, non si è discusso con gli astanti, preferendo una nicchia (compiacente? mah). è un dubbio come un altro, nulla de che. Ognuno, giustamente la pensa come crede, secondo me una giornata di assoluto silenzio fa parecchio rumore, visto che da giorni tutti ne parlano. Altre iniziative non avrebbero avuto lo stesso clamore (come difatti non lo hanno a tutt’oggi).

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